09 Gennaio 2019

 

Cinque cose da sapere sull'arte del periodo Momoyama

 

 

Verso la fine del 16º secolo, lo sforzo di tre potenti signori della guerra: Oda Nobynaga, Toyotomi Hideyoshi, e Tokugawa Ieyasu, portò finalmente all’unificazione del Giappone dopo un centinaio di anni di disordini e guerre civili. 
 
L’impatto che questo nuovo assetto politico ebbe sulla nazione, è chiaramente visibile nei vari rami dell’arte del periodo Momoyama.
 
1. La nuova aristocrazia militare necessitava di una propria arte 
L’energia creativa che si sprigionò durante il periodo Momoyama è visibile in ogni forma d’arte creata per i nuovi mecenati. Nel periodo Momoyama i dipinti, le lacche,  e le opere in metallo, sono caratterizzati da un potente impatto visivo in quanto erano utilizzati come mezzi per celebrare il potere e il prestigio dei dei vari samurai, signori della guerra, che li commissionarono, attraverso l’utilizzo di pennellate audaci e dell’elaborato uso dell’oro, simbolo assoluto di ricchezza e potere.
 
2.  La cerimonia el tè diede vita ad alcune tra le più affascinanti opere d’arte.
L’abitudine di bere il tè è comune in Giappone sin dal 12º secolo, ma l’associazione con la cultura Zen fece si che la cerimonia del tè  si diffuse anche tra la classe guerriera. Il Chanoyu, (cerimonia del tè in giapponese) va ben oltre il semplice bere il tè,  si tratta infatti di un importante rito durante il quale vengono utilizzati numerosi oggetti d’arte. Tutti gli oggetti, tra cui le ceramiche sono senza dubbio le più importanti, hanno in comune uno stile delicato, semplice, con forme e decorazioni eleganti, in linea con il gusto wabi-sabi, molto diffuso tra i samurai.

 
 
3. Il periodo Momoyama giocò un ruolo fondamentale per quanto riguarda l’evoluzione delle lacche giapponesi.
I grandiosi progetti per la costrizione di castelli durante  il periodo Momoyama provocarono un notevole aumento  della richiesta di  oggetti in lacca. Lo stile principale del periodo Momoyama che si sviluppò nell’ambiente dei samurai mecenati  è chiamato Kōdaiji maki-e e trova le sue origini nel mausoleo creato per Hideyoshi da sua moglie presso il tempio Kōdaiji a Kyoto. Questo stile è caratterizzato da soggetti come piante autunnali accompagnati da lussuose decorazioni in oro su fondo nero.
 
  4. quando le armi diventarono più ingombranti e cambiarono le tattiche di combattimento, gli armaioli attuarono delle tecniche innovative e le armature da samurai divennero più leggere e flessibili per permettere movimenti veloci. Quindi paragonate a quelle medievali, le armature del periodo Momoyama risultavano più semplici, e nonostante il prestigio economico dei samurai, sulle loro armature non venivano applicate decorazioni superflue. Solo a partire dal periodo Edo i samurai iniziarono a guardare allo stile del passato e a decorare nuovamente le loro armature.
 
5. Gli europei in Giappone.
 
Dal 1542 al 1614, intercorsero tra Europa e Giappone rapporti commerciali e scambi culturali. Gli europei erano interessati ai metalli preziosi presenti in Giappone di cui si appropriavano in cambio della loro conoscenza della tecnologia delle armi, a quel tempo pressoché sconosciuta in Giappone che si trovava nel bel mezzo di una guerra civile. Nell’arco di un anno dall’ avvento delle pistole in Giappone, grazie agli europei, i fabbri furono in grado di riprodurre il meccanismo del fucile a miccia e delle pistole portoghesi.
Un altro momento fondamentale fu l’arrivo del capo dei gesuiti Francis Xavier nel 1549. Progressivamente il cattolicesimo si sviluppò come la maggior forza religiosa in Giappone, fino alla dura interdizione della cristianità da parte di Tokugawa Ieyasu nel 1614.
Tutte le opere prodotte per i gesuiti nello stile “Nanban” sono quindi da considerarsi appartenenti al periodo Momoyama.
 

 

 

 

 

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