11 Settembre 2019

 

5 cose da sapere riguardo gli elmi da samurai

  1. Bachi kabuto

L’elmo da samurai viene chiamato kabuto. La sua parte principale è definita hachi o bachi. Si tratta della parte più importante dell’elmo in quanto è quella che protegge la testa del samurai. Le armature da samurai antiche comprendono sempre un kabuto con uno spesso e robusto bachi.

Il bachi è a sua volta rifinito da una protezione per il collo chiamata shikoro, dalla decorazione del foro sulla sommità (hachimanza) e dall’ornamento frontale (maedate).

Quando ci si appresta a valutare un kabuto bisogna tenere presente che la parte più importante a questi fini è il bachi: non bisogna lasciarsi distrarre da rifiniture e decorazioni. Sicuramente anche questi elementi devono avere un certo valore ma il valore di ciò che si sta acquistando lo dà senza dubbio il coppo in ferro. Non a caso gli importanti maestri armaioli realizzavano spesso esclusivamente  il bachi, mentre per realizzare le rifiniture venivano incaricati altri fabbri.

 

 

2. Guardare all’interno: nel caso in cui i coppo non abbia la fodera (chiamata ukebari), è possibile guardare all’interno del kabuto e apprezzarne la struttura. Si possono ricavare molte informazioni riguardo la datazione e la qualità  di un elmo giapponese esclusivamente  osservando la fattura e l’assemblaggio delle piastre in ferro. Inoltre all’interno del coppo si trovano, se presenti, la firma dell'armaiolo e la datazione.

 

3. Familiarizzare con la patina 

 Un kabuto non viene mai lasciato senza patina in quanto il ferro si ossiderebbe immediatamente. Esistono vari tipi di trattamenti ai quali veniva sottoposta la superficie, ma con ognuno di questi il risultato nel corso del passare del passare degli anni è  una sorta di patina. La patina è un elemento estremamente importante per decretare l’epoca a cui risale e l’autenticità  di un elmo. 

Più i kabuto vengono esposti ai vari elementi, più il ferro ne sarà colpito e produrrà una patina che comporterà una variazione della texture e del colore della superficie dell’elmo.

 

4. Conoscere le tipologie di Kabuto 

Esistono molte le strutture diverse di kabuto; alcune più semplici, con un numero limitato di piastre e poca manodopera, e altre più complesse e difficili da realizzare. Non sempre i kabuto più appariscenti, e ce ne sono molti in vendita, sono i più complicati da costruire. Bisogna conoscere   i modelli principali di kabuto: zunari kabuto, momonari kabuto, suji-bachi kabuto e ko-boshi kabuto. È importante sapere ad esempio, che la costruzione di un kabuto a 120 piastre è di gran lunga più difficile e quindi pregiata, di quella di un elmo momonari. Capire a fondo la qualità e le caratteristiche di un elmo permetterà di comprenderne l’epoca e il valore.

 

5. Osservare più esemplari possibili

 

Andare in gallerie o visitare le mostre da la possibilità ai futuri collezionisti di maneggiare le opere e fare domande a specialisti del settore. Se non puoi visitare un museo o partecipare ad una mostra di una galleria, siti web come giuseppepiva.com consentono di ingrandire i dettagli delle armature giapponesi e di osservarne così ogni sfaccettatura.

Infine, è un buon investimento acquistare libri da consultare. Esistono molti cataloghi di mostre passate nei quali si trovano kabuto di altissima qualità, perfetti per allenare il proprio occhio.

 

 

 

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