23 Settembre 2019

 

La scuola Iwai è una delle più antiche scuole per la costruzione di armature da samurai, kabuto e menpo di cui si ha documentazione. Il primo esponente di cui si ha notizia è Iwai Yozaemon, vissuto tra l’epoca Momoyama e il primo periodo Edo. Grazie alle sue capacità, Yozaemon riuscì a farsi notare da Tokugawa Ieyasu: il signore della guerra, impressionato dall’abilità del fabbro, gli offrì di costruire armature per i samurai del clan Tokugawa e dopo la battaglia di Sekigahara, nella quale indossò un’armatura da lui prodotta, il neo shōgun decise di promuoverlo a capo armiere del bakufu, elevandolo così al più alto rango raggiungibile per un fabbro di armature giapponesi. I suoi discendenti, mantenendo alto il prestigio della famiglia, riuscirono a conservare l’incarico di capo armiere presso il governo militare. 

 

Durante la sua attività di capo armiere del bakufu, Yozaemon si specializzò nella costruzione di due particolari tipi di menpō [i menpo sono le maschere per armatura da samurai] che lo resero celebre:

Oie-bō
Si tratta di un menpo molto semplice ma allo stesso tempo molto elegante. Costruito con ferro forgiato di qualità superiore, era caratterizzato dall’assenza di rughe di espressione, uno spazio vuoto per infilare le orecchie e un naso stilizzato, leggermente adunco, che terminava orizzontale poco sopra la bocca. Il tare associato al menpo è poi quasi sempre diviso in tre parti, con cerniere su ogni piastra che permettono alla protezione di adattarsi ai movimenti di chi la indossa. Yozaemon utilizzò l’oie-bō solo per lo shōgun e gli alti membri del bakufu, cosicché qusto tipo di menpo divenne ben presto un simbolo del rango di chi la indossava.

Etchū-bō
 La caratteristica di questo menpo è una finitura della superficie a incisioni parallele (yasurime). I volumi sono lavorati a sbalzo in maniera impeccabile, con contorni decisi ed eleganti. Negli esemplari più antichi, fino alla metà del XVII secolo, il naso era rivettato e la giuntura quasi invisibile, mentre successivamente venne agganciato al resto del menpo con un meccanismo a perni che ne permette la rimozione. Il nome deriva dal titolo “Etchū no kami” utilizzato da Hosokawa Sansai (1564-1645), che utilizzò e diffuse questo tipo di menpo.

Una caratteristica dei menpo Iwai che troviamo spesso è l’utilizzo di ageminature in argento per disegnare baffi che partendo dal labbro superiore salgono verso gli zigomi.

indietro

Copyright © 2016 - giuseppe piva - Partita IVA:  05104180962