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Kuro-Negoro Heishi

Heishi

Kuro-Negoro Heishi

Recipiente per sake decorato in urushi-e con gru e bambù

Periodo Muromachi (1392-1568), XV secolo
Altezza: 38 cm

Provenienza:
Collezione Manno, Osaka

Dall’antichità fino al periodo Heian, il sake veniva prodotto principalmente per essere offerto alle divinità nei templi scintoisti in recipienti di creta. Dal periodo Kamakura in poi, divennero di utilizzo comune dei grandi contenitori in legno (heishi) che venivano utilizzati durante i banchetti in occasione di importanti  cerimonie e festival per  bere convivialmente dalla stessa bottiglia.
La forma di questi recipienti trae ispirazione dalle bottiglie cinesi in ceramica per il vino della dinastia Song mentre la superficie è realizzata con una tecnica che prevede la stesura di uno strato rosso su sfondo nero chiamata Negoro, dal nome del tempio buddista dove venne sviluppata: Negoro-ji.
La costruzione e la progettazione di questo heishi corrisponde a  quella tipica dei recipienti per sakè in Negoro. L'anima in legno è composta da due parti, intagliate e modellate al tornio e poi unite. L’imboccatura del vaso invece è stata intagliata separatamente e inserita successivamente nella parte superiore.
Di forma raffinata ed elegante, questo heishi presenta proporzioni armoniose grazie alle quali risulta slanciato e sinuoso, nonostante le notevoli dimensioni.
Quando le lacche Negoro raggiunsero la  massima popolarità durate il tardo medioevo, vennero aggiunte delle decorazioni come variazioni della tecnica base. Tra queste la tecnica urushi-e (o e-Negoro) permetteva di  arricchire e adornare gli utensili rituali realizzati nel classico rosso vermiglio del Negoro, per occasioni speciali o sotto committenza.
La tecnica della pittura su lacca venne importata dalla Cina e sviluppata seguendo l’estetica giapponese, diventando cosi un tutt'uno con le lacche Negoro. Nonostante esistano esempi di lacche Negoro rosse con decorazioni in nero, solitamente è lo sfondo ad essere nero (kuro-Negoro) e il soggetto in lacca rossa o argento.
Il decoro presente su questo antico heishi raffigura i quattro simboli di longevità, augurio di una vita lunga e sana.
Il pino è uno dei simboli più comuni della longevità in Asia orientale. Poiché rimane verde anche negli inverni più rigidi, è sinonimo di resilienza, resistenza e forza contro le avversità.
Le gru vivono a lungo, alcune specie fino a ottanta anni. In alcuni racconti popolari asiatici si dice che vivano fino a cinquecento anni. Le gru sono inoltre animali monogami e simboleggiano quindi l'armonia, il desiderio di un lungo matrimonio e il rispetto della famiglia.
Le tartarughe sono famose per la loro lunga vita. Inoltre, con il loro guscio a forma di cupola e le gambe ai quattro angoli del corpo, sono considerate i primi emblemi dell'universo e delle direzioni cardinali.
Il bambù è uno dei materiali più versatili e abbondanti nell'Asia orientale, mangiato sia dagli uomini che dagli animali e usato per costuire di tutto, dalle case alla carta. Rimane verde per tutte e quattro le stagioni e quindi simboleggia una lunga vita. Poiché si piega piuttosto che spezzarsi, il bambù rappresenta anche la capacità di recupero, e data la sua forma semplice, l'umiltà. Secondo l'ideologia confuciana, il bambù possiede le qualità di un grande studioso: umiltà, rettitudine, flessibilità mentale e grazia.

Opera in vendita. Prezzo su richiesta. Numero di inventario: lacc-1190

 

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