L’armatura giapponese come oggi la conosciamo si forma tra il decimo e l'undicesimo secolo come evoluzione dei prototipi più antichi, composti da grandi piastre metalliche. E’ tuttavia solo tra il dodicesimo e il quindicesimo secolo che essa completa la sua evoluzione. All’inizio di questo periodo - che possiamo definire come “medioevo” - il samurai combatte ancora a cavallo e l’arco è la sua arma principale.

La struttura delle armature da samurai non è cambiata di molto nel corso dei secoli. La costruzione originale prevedeva difatti che centinaia di piccole piastre in ferro o in cuoio venissero legate con fettucce di seta o pelle. Tale costruzione fu più tardi semplificata con l’utilizzo di piastre più grandi rivettate tra loro o ancora legate in seta come nelle armature più antiche.

Fu però durante il periodo Edo (1616-1868) che l’armatura da samurai divenne una vera e propria opera d’arte. Il clima rilassato di stabilità politica portò infatti l’armatura ad essere un importante simbolo di status sociale e non più un mezzo di difesa; per questo motivo l’abilità dei fabbri si spostò più verso le caratteristiche estetiche che non verso quelle funzionali. A partire dalla metà del 18º secolo lo sfarzo di lacche e legature colorate, l’impiego di bordure e ornamenti cesellati e dorati su tutta l’armatura e la continua ricerca di decori insoliti sono la vera caratteristica delle armature di questo periodo.

Le armature attualmente disponibili per la vendita sono le seguenti:

 



Armatura da samurai con corazza ricoperta in pelle, 18º- 19º secolo
Armatura da samurai con corazza a cinque piastre, Scuola Kaga
Armatura da samurai con kamon di tipo “Kyu"
Armatura da samurai con stemma del clan Hirano, VXIII secolo

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